←
INDICE UNITÀ 5
→
Esercizio 5 (vero/falso): l'Osteria Francescana
Leggi il testo e poi indica se le affermazioni sono vere o false
COSE DA SAPERE PRIMA DI PRENOTARE ALL'OSTERIA FRANCESCANA
wwww.dissapore.com
Applausi. Gioia, lacrime, commozione, un sentimento patriottico che ci ha invasi all'improvviso.
Questa è stata la reazione di noi italiani alla proclamazione di Massimo Bottura quale miglior cuoco del mondo alla
50 Best Restaurant 2016
. Un profondo orgoglio per il successo dello chef modenese che rappresenta la cucina italiana, quella buona, quella diversa dal solito cliché tutto pizza e ragù, una cucina capace di incantare i palati, moderna ma senza dimenticare le sane radici della cucina tradizionale più buona del mondo.
E a questo punto, come non avere il desiderio di andare a Modena, a casa dello chef stellato per assaggiare le sue meraviglie e vedere un po' che aria tira, per dare un'occhiata, per provare? Almeno una volta nella vita...
Ecco alcuni consigli per guidarvi in questa avventura.
La prenotazione
Ovviamente scordatevi di prenotare oggi per sabato prossimo. La lista di attesa per avere un posto nel rinomato locale è di mesi. Tanti mesi. Quattro, cinque, sei. D'altronde, si muovono masse di gente da ogni parte della terra, e il locale non è certo uno stadio.
Come ogni buon investimento (è il caso di dirlo), la puntata all'Osteria va programmata e prevista con largo anticipo, non c'è scampo. E anche la prenotazione stessa, online o telefonica, impiegherà non meno di quattro o cinque ore di refresh continui sulla pagina web del ristorante o altrettante ore di continue chiamate telefoniche.
Ma il gioco vale la candela e non rimpiangerete di aver aspettato tanto. Nel frattempo, il ristorante sotto casa potrà benissimo provvedere, come ha fatto finora, alle vostre esigenze culinarie.
L'atmosfera, il mood e il food
Quando si decide di andare in uno dei templi mondiali del gusto non ci si va certo per "mangiare un boccone", o per provare semplicemente un nuovo ristorante.
All'Osteria ci si va per fare un'esperienza culinaria e gastronomica quasi "mistica". Ci si va per assaporare, certo, ma anche per capire quello che lo stellato chef ha voluto comunicarci con il suo piatto. Insomma, ci si va, in fondo, anche per contemplare delle opere d'arte che non sono appese al muro ma hanno come tela un piatto candido, e quindi anche il locale e la relativa atmosfera saranno in linea: non aspettatevi di fare cagnare con gli amici, come in una pizzeria.
Qui l'atmosfera è, pure lei, mistica, e l'ambientazione tale da farvi godere di quanto proposto nel piatto/tela con l'adeguato rispetto.
Un silenzio assordante accompagnerà il vostro pasto e camerieri solerti, forse fin troppo, saranno sempre vicino a voi, come degli angeli custodi, attenti a ogni vostra minima esigenza.
Insomma, un pasto tranquillo e in silenzio, un silenzio che a volte potrà portarvi a un leggero stato di soggezione, ma anche a un pasto lontano da brindisi di paese e marmocchi urlanti tra i piedi. Finalmente...!
La spiegazione del menu
Non piatti ma quasi opere d'arte moderna, abbiamo detto. Che certo, a volte assumeranno queste fattezze (il piatto si chiama "This little piggy went to the market", citazione di una ninna nanna anglosassone) e magari vi faranno domandare se siete capitati casa di uno chef stellato o alla recita di fine anno della figlia del cameriere. Ma, piccoli maialini a parte, gli attenti camerieri provvederanno a spiegarvi ogni portata nonché il pensiero che sta alla base della sua creazione. Ma non solo. A volte sarà Bottura stesso (!) a uscire dalla cucina, sedersi con voi al tavolo (come se non bastasse la soggezione creata dal clima leggermente monacale presente in sala) e illustrarvi la sua creazione, come è nata l'idea di quel piatto, come è stata realizzata e cosa egli stesso abbia voluto comunicarci.
I menù degustazione al momento sono tre:
Tradizione
, con i piatti più famosi di Bottura;
Innovazione
: con i nuovi piatti ideati dallo chef; un terzo menù con i piatti provenienti da entrambe le carte chiamato Supermenu. Altra possibilità: non scegliere un menù degustazione e ordinare i piatti singoli dalla carta. Una scelta non particolarmente conveniente.
Il cibo
Quando vai all'Osteria Francescana il cibo buono lo dai per scontato, per sottinteso, per ovvio. La ricerca degli ingredienti migliori, le impeccabili tecniche di esecuzione, la continua ricerca di un'originalità discreta ma nettamente percepibile, nonché il tocco da maestro, sono elementi che in locali di questo tipo non vengono, o mai dovrebbero venire meno alle aspettative.
I piatti sono pensati, studiati, eseguiti con la maestria e la competenza che ci si aspetta dai migliori cuochi del mondo, e spaziano dalla cialda di pane con gelato salato al coniglio, ai macaron al coniglio, l'ostrica fritta su brodo di prosciutto condensato o le lenticchie cotte nel brodo di anguilla con emulsione di rapa, o anche al maialino cotto a bassa temperatura con gelatina di zafferano, per finire col croccante di foie gras all'aceto balsamico.
Piatti che chi ha avuto la fortuna di assaporare ha descritto come una delle esperienze sensoriali più voluttuose a cui sia andato incontro.
Il prezzo
Sì, va bene: il cibo, l'atmosfera, il messia, l'attenzione, va bene tutto ma.... il prezzo?
Se purtroppo appartenete alla categoria di persone di cui Onassis diceva "se chiedi il prezzo, vuol dire che non te lo puoi permettere", alla fin fine vorrete avere almeno una vaga idea, un ordine di grandezza di quanto spenderete per le vostre tre ore di piacere eno-gastronomico firmato, di quanta parte del vostro sudato stipendio andrete –letteralmente– a mangiarvi, in una sera.
Bene, contate sui 300 eurini di media, centinaio più, centinaio meno: mica vorrete stare lì a fare i pidocchi su cento euro, vero, dopo che vi siete voluti imbarcare in quest'impresa e dopo tutta la fatica per prenotare e i mesi di trepidante attesa?
Ma chi li ha spesi, o meglio investiti, è stato contento e non li ha rimpianti, e questo è l'importante: impiegare tempo, energie e risorse (finanziarie) in qualcosa che meriti, in qualcosa che valga la pena.
Vero o falso?
Il ristorante di Bottura nel 2016 è stato riconosciuto come miglior ristorante del mondo.
FALSO
VERO
La cucina di Bottura coniuga modernità e tradizione.
FALSO
VERO
Prenotare un tavolo da Bottura è semplicissimo.
FALSO
VERO
Persone da tutto il mondo vanno a Modena per provare il ristorante.
FALSO
VERO
L'Osteria Francescana è famosa anche per le importanti opere d'arte appese alle pareti della sala.
FALSO
VERO
All''Osteria Francesca non si può parlare a voce alta.
FALSO
VERO
All'autore dell'articolo non piace cenare in mezzo a molti bambini.
FALSO
VERO
I piatti proposti da Bottura sono innovativi.
FALSO
VERO
L'autore dell'articolo pensa che la spesa per una cena da Bottura sia eccessiva.
FALSO
VERO
Verifica
OK
←
INDICE UNITÀ 5
→